Pescorocchiano non è un paese da cartolina che si esaurisce in una piazza. È un comune sparso, fatto di un capoluogo a oltre 800 metri di quota e di una ventina di nuclei abitati distribuiti sui versanti della valle: Girgenti, Leofreni, Vallececa, Val de' Varri, Civitella di Nesce, Alzano, Castelluccio e altri ancora. Ognuno con la sua chiesa, la sua fontana, la sua festa.
Il capoluogo e la chiesa di Sant’Andrea
Il centro storico si gira a piedi in poco tempo, ed è il modo giusto per farlo: vicoli stretti, muri di pietra, archi che passano sotto le case, scalinate che salgono e scendono senza logica apparente. Il punto di riferimento è la chiesa di Sant'Andrea, dedicata al patrono, con la sua facciata chiara e il campanile in pietra che si vede da lontano.
Del castello baronale medievale restano tracce: il paese nasce come Castrum Pescli, una struttura fortificata che controllava questo tratto di valle. Camminando si incontrano continuamente edicole votive incassate nei muri, piccoli altari di pietra con una statua e dei fiori freschi: è un dettaglio che dice molto di come qui si vive ancora il paese.
Le frazioni, una per una
Il bello di Pescorocchiano è proprio questo: le frazioni. Girgenti è forse la più fotogenica, aggrappata a un costone con vista che arriva fino al Lago del Salto. Da lassù si capisce meglio di qualsiasi mappa com'è fatta questa valle. Altre, come Leofreni o Torre di Taglio, si raggiungono con strade strette che salgono tra i castagneti.
Non serve un itinerario preciso: prendete l'auto, scegliete una direzione e fermatevi dove il paesaggio vi convince. La rete di strade comunali collega tutti i nuclei, e ogni curva apre una vista diversa sui monti del Cicolano.
La grotta di Val de’ Varri
Nella frazione di Val de' Varri si apre una grotta carsica che è anche un sito archeologico: al suo interno sono stati rinvenuti materiali che testimoniano una frequentazione risalente all'età del bronzo. È uno dei luoghi più interessanti del territorio, e ricorda che questa valle è abitata da molto più tempo di quanto le case di pietra lascino intuire.
Civitella di Nesce e il santuario romano
A Civitella di Nesce si trovano i resti di un santuario di età romana. Questo territorio corrispondeva al municipium di Nersae, il centro romano che amministrava l'area dopo la conquista del popolo degli Equi, che qui abitava prima dell'arrivo di Roma. Non aspettatevi un parco archeologico monumentale: sono rovine immerse nel paesaggio, che vanno cercate e capite. Ma è proprio questo a renderle interessanti.
Un dettaglio che spiega tutto
Fino al 1927 Pescorocchiano non era nel Lazio: apparteneva alla provincia dell'Aquila, in Abruzzo. Passò alla neonata provincia di Rieti solo con la riorganizzazione amministrativa di quell'anno. Si sente ancora, nella cucina, nella parlata, nel modo di stare in montagna: il Cicolano è una terra di confine, e questa è la sua identità.
La base per esplorare la valle — Le Stanze di Pescorocchiano
Da Le Stanze di Pescorocchiano il borgo è a due passi e tutte le frazioni si raggiungono in pochi minuti. Una casa intera, con parcheggio e colazione inclusi.