Il Lago del Turano con i borghi affacciati sull’acqua
Il Lago del Turano — foto: Frederick Sporchia · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sono i due laghi che chiunque venga da queste parti finisce per visitare, e sono anche l'esempio più chiaro di quanto il paesaggio che chiamiamo «naturale» sia spesso il risultato di una decisione presa a tavolino. Né il Lago del Salto né il Lago del Turano esistevano un secolo fa.

Perché furono costruiti

Negli anni Trenta e Quaranta del Novecento l'Italia costruì una rete di impianti idroelettrici sull'Appennino. Nel reatino il progetto interessò due valli parallele: quella del fiume Salto e quella del fiume Turano. Sbarrando i corsi d'acqua si crearono due invasi collegati al sistema di produzione elettrica della zona.

Quello che finì sott’acqua

L'operazione ebbe un costo umano e culturale. Nella valle del Salto sparirono terreni coltivati, strade e nuclei abitati. Il caso più noto è il monastero di Santa Filippa Mareri a Borgo San Pietro: fu smontato e ricostruito più in alto, dove oggi si visita insieme al museo dedicato alla santa. Le famiglie che vivevano nel fondovalle furono trasferite.

Il Lago del Salto visto dall’alto con la penisola boscosa
Il Lago del Salto oggi — foto: Myriail · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Il Salto: grande e sinuoso

Il Lago del Salto è il più grande dei due, e il più grande del Lazio. Segue le pieghe della valle per chilometri, con rive frastagliate e un livello che cambia molto nel corso dell'anno: quando si abbassa, emergono lingue di sabbia e ghiaia che diventano spiagge naturali. Intorno, i paesi di Petrella Salto, Fiumata, Varco Sabino, Marcetelli e Concerviano.

La diga del Turano vista dal basso, con lo scarico aperto
La diga che ha creato il Lago del Turano — foto: Altotemi · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Il Turano: stretto e turchese

Il Lago del Turano è più stretto e ha un colore che tende al turchese. Il suo simbolo è Castel di Tora, borgo di pietra che scende fino alla riva ed è regolarmente tra i più fotografati della provincia; sull'altra sponda c'è Colle di Tora. È a circa 50 minuti da Pescorocchiano, una gita di mezza giornata che vale il viaggio.

Il borgo di Castel di Tora visto dall’alto, affacciato sul Lago del Turano
Castel di Tora sul Lago del Turano — foto: Roberto Barone ph · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Il borgo di Castel di Tora riflesso nelle acque verdi del lago
Castel di Tora riflesso nel Turano — foto: Justinawind · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Come guardarli

Sapere che sono artificiali non li rende meno belli: li rende più interessanti. Quando percorrete le strade di riva, provate a immaginare la valle senza acqua, con i campi in fondo e le case dove oggi passano le canoe. È un esercizio che cambia il modo di guardare tutto il paesaggio del reatino.

Le due valli si visitano bene in giornate separate: il Salto è a venti minuti e si può fare con calma; il Turano richiede quasi un'ora di strada, quindi conviene dedicargli una mezza giornata piena, magari abbinandolo a Castel di Tora e Colle di Tora.

Tra i due laghi — Le Stanze di Pescorocchiano

Pescorocchiano sta esattamente in mezzo: il Salto a venti minuti, il Turano a cinquanta. Una casa intera come base.